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Friday, 27 July 2012

SOGNO E MORTE


Serie di lezione tenuta al Istituto Lamrim, Roma



YOGA DEL SOGNO E MORTE
Geshe Gedun Tharchin

Introduzione all’essenza del Dharma
Lo Scopo della Pratica è quello di dare un significato alla nostra vita, abbiamo la sensazione che manchi sempre qualcosa e siamo alla ricerca di qualcosa che ci dia appagamento: il Dharma è la risposta a questa domanda.

Se siamo in grado di gestirlo correttamente il Dharma non si troverà fuori di noi, ma dentro noi stessi…..
fino ad allora la nostra vita sarà fondamentalmente un vagare vagabondi in quel posto di mezzo tra nessuna parte e qualche parte, la missione della nostra vita non sarà stata ancora compiuta, ossia, la nostra vita sarà stata sprecata. Avremo sprecato questa preziosa esistenza umana per qualcosa di inutile.
Si parla spesso di dignità umana …. ma la vera Dignità Umana è il Dharma.
Se abbiamo il Dharma dentro di noi, la nostra dignità sarà sempre lì, non arriverà da fuori, ma bisognerà coltivarla dentro di noi.

La parola DHARMA non coincide in questo caso con la parola Buddismo ma con L’ESSENZA DELLA REALTA’.

Tutto è Dharma e la realizzazione di questo Dharma dipende dalla nostra Mente In parole semplici il Dharma della nostra Vita deve essere un’esperienza gioiosa costante che si basa sulla realtà delle cose e degli eventi.

Questo Sforzo Gioioso basato sulla nostra Mente va applicato in ogni momento e luogo; sarà un’Esperienza Gioiosa nei momenti gioiosi e quando ci si troverà in un periodo difficile ……….. lo stesso.

l’Esperienza Gioiosa
L’ Esperienza di Gioia di cui parliamo ora non è l’esperienza convenzionale emotiva ma è (una vera “realizzazione”) basata sulla Saggezza, sulla Compassione e fintanto che le possederemo, avremo la capacità di permanere in questo stato gioioso.

Questa esperienza gioiosa ci darà la possibilità di creare un’atmosfera gioiosa utile a se stessi ed agli altri e imprimerà un grande impulso alla crescita delle qualità spirituali di tutti noi, altrimenti ci sentiremo orgogliosi quando l’esperienza è positiva e spiazzati nelle fasi negative e così non realizzeremo la vera esperienza gioiosa e non saremo veramente in grado divertirci veramente .

Lo stato vitale delle persone passa comunemente da uno stato all’altro tra eccitamento e depressione senza vera gioia mentre l’esperienza gioiosa stabile del Dharma bisogna mantenerla in tutte le fasi della nostra vita così che ogni esperienza non ci potrà far veramente vacillare o portarci fuori dalla nostra Via.
Grazie a questa protezione, potremo sempre imparare dalle esperienze pur negative.

Nel testo di Lo-jong c’è una frase che invita a stare sempre in questo stato gioioso sforzandosi di farlo diventare una costante della nostra vita perché ogni esperienza diventi costruttiva.

Essere qui in Italia, a Roma, i questo secolo è molto positivo: intelligenza, rispetto dei popoli, un discreto benessere.
Ma anche nelle esperienze veramente difficili bisogna mantenere l’esperienza gioiosa e frasi come “ non ce la faccio” (un tipico mantra italiano dice scherzando Ghesce- La …) sono inutili.
Quindi semplicemente, l’esperienza gioiosa deve essere presente nella nostra vita di tutti i giorni, nel quotidiano,
L’essenza del Dharma è nel perché noi facciamo queste cose


Utilità delle pratiche di meditazione
La COMPASSIONE e la SAGGEZZA sono le qualità della Mente che bisogna sviluppare attraverso le pratiche di Meditazione:
  • LA MEDITAZIONE SUL PUNTO SINGOLO
  • LA MEDITAZIONE ANALITICA
Già possediamo naturalmente la Compassione e la Saggezza ma vanno esercitate perché altrimenti, dimenticandocene, usiamo altre cose ….. e sbagliamo spesso.
Quindi il Dharma significa usare la Concentrazione e l’Analisi per ogni aspetto della nostra vita, senza usare rabbia, odio, eccitamento, pigrizia etc. Bisogna cacciare via questi stati vitali e quando si presentano dirgli: “ avete lavorato troppo, riposatevi “ ……… hanno lavorato tanto bene che bisognerà mandarli subito in …...pensione.
L’ESPERIENZA GIOIOSA è qualcosa di buono per se stessi e per gli altri.
A questo punto potremmo praticare costantemente L’ESPERIENZA GIOIOSA per tutta la vita, ma cosa significa veramente per tutta la vita? … fino alla morte???

Le quattro fasi della Vita
Convenzionalmente si intende la vita dalla nascita alla morte ma la nostra Vita si può considerare divisa in quattro parti in cui troviamo:
  • LA NASCITA
  • L’INVECCHIAMENTO
  • LA MORTE
  • LO STATO INTERMEDIO (anche se per ora ignoreremo lo Stato Intermedio).
Quindi la nostra Vita è un fenomeno più complesso ed è composta da tutte e quattro queste fasi in cui ………… L’ESPERIENZA GIOIOSA andrebbe mantenuta costantemente.
Se non abbiamo abbastanza Dharma soffriamo in tutte e quattro le fasi della Vita e se non avremo sfruttato la vita per fare qualcosa di buono, avremo l’occasione di provare lo stato gioioso nella prossima vita.

Subito dopo la NASCITA inizia l’INVECCHAIMENTO.
Considerando che nel buddismo la nascita è intesa al momento del concepimento, l’invecchiamento inizia da lì.
in effetti con INVECCHIAMENTO intendiamo la CRESCITA e con questa:
  • la crescita del nostro Corpo,
  • la crescita della nostra Mente e …
  • la crescita del nostro Sapere ….
………. ma non la crescita delle nostre delusioni afflittive.

Far crescere quindi:
  • L’ESPERIENZA GIOIOSA,
  • LA COMPASSIONE,
  • LA SAGGEZZA
………. E non la sofferenza.

Quindi man mano che cresceranno le qualità spirituali decresceranno proporzionalmente le afflizioni e cresceranno la gioia che si presenterà più costantemente nella nostra vita e così che al momento della MORTE, non avremo più spazio per esperienze gioiose, …….. perché ne avremo avute abbastanza.

La differenza tra invecchiare e crescere è appunto questa: se riusciamo a morire con questa esperienza gioiosa riusciremo a entrare con esperienza gioiosa nello Stato Intermedio e quindi in una Rinascita in stato gioioso.
Questo è NIRVANA.

Nel linguaggio moderno bisogna trovare nuove parole per tradurre questa esperienza, c’è bisogno di un Buddha occidentale per tradurre queste parore difficili dal Sanscrito che non è più tanto usato nemmeno in India.

Il significato del Dharma è molto semplice, va solo tradotto nelle lingua moderna e tentare di capirlo dalle parole dei Guru indiani in India, può ingenerare molta confusione.
Dharma era stato tradotto all’inizio in inglese come Verità ma ad oggi possiamo affermare che non esiste più una vera traduzione.
In tibetano per esempio esiste un vocabolo che esprime i concetti compresi di quella parola sanscrita, ma se in italiano non esiste una traduzione univoca, vuol dire che qui in Italia, non si è ancora ben capito cosa sia il Dharma. Bisogna allora capire l’ESSENZA DEL DHARMA così difficile da capire.
Il Dharma è quindi questa esperienza gioiosa che va coltivata ed espressa per tutta la Vita intesa come insieme di tutte e quattro le sue fasi .
Ma come fare ?
….. come possiamo morire facendo della morte un’Esperienza Gioiosa per entrare nello Stato Intermedio e poter Rinascere in Stato Gioioso?
Questo dipende dalla capacità di invecchiare o crescere con questa esperienza gioiosa, le due facce dell’invecchiamento.

Noi dormiamo per la metà della nostra vita e dormire come Esperienza Gioiosa è molto importante perché influisce molto sul nostro stato di veglia e questo dipende dalla nostra capacità di vivere da svegli l’esperienza gioiosa.
È da svegli il momento migliore per fare i conti col Dharma, questo influenzerà positivamente il sonno e da qui influenzerà positivamente il momento della Morte, biondi da qui l’esistenza nello Stato Intermedio fino alla Rinascita con l’Esperienza Gioiosa che è la cosa più difficile.

Se riusciamo a mantenere l’Esperienza Gioiosa si potrà scegliere la nostra Rinascita.
Tutto è collegato alla nostra Mente e Corpo presenti che sono già passati in queste fasi, non dobbiamo pensare a qualche Terra Pura per scappare dal Samsara.
Il Dharma è libertà spirituale non fisica.

Dominare se stessi, questa è la capacità del Dharma, così si può permanere nel Samsara perfettamente.

Praticare il Dharma di giorno e di notte
L’elemento chiave della pratica del Dharma, e per Dharma intendiamo l’Essenza (come Consapevolezza e Introspezione ) così come abbiamo detto questa mattina, è l’essere in grado di far permanere l’Esperienza Gioiosa di giorno e di notte. Questi due fattori chiave sono le due cause/condizioni necessarie.

Per Consapevolezza intendiamo quindi la capacità di riportare alla Mente l’Esperienza Gioiosa alla quale ci siamo riferiti finora… ed è molto importante avere conoscenza dello stato che vogliamo mantenere. Anche le esperienze che vogliamo vivere in futuro andrebbero (“conosciute” ?) con forte determinazione a patto che questa forte determinazione sia sempre supportata dalla Consapevolezza e dalla Concentrazione.
La Concentrazione è la forma vivente della Consapevolezza, è la Consapevolezza orientata ad un obiettivo singolo. Bisogna poi fare in modo che abbia continuità tramite l’aiuto della Introspezione.
L’alta qualità che dobbiamo raggiungere è l’Osservazione Analitica, che è un’altra forma di Consapevolezza.
Queste due fasi fanno parte della stessa pratica:
  • Concentrazione per un tempo prolungato;
  • Analisi di tematiche diverse.
C’è molto lavoro da fare, mentre il primo ostacolo alla Concentrazione è la pigrizia, l’ostacolo maggiore alla corretta Osservazione Analitica è l’ignoranza.
Col supporto quindi della Consapevolezza e dell’Analisi potremo mantenere viva l’Esperienza Gioiosa in tutte le fasi della nostra vita quotidiana.

Essere in grado di mantenere questa Esperienza Gioiosa in stato di veglia è necessario per portare questo stato nella fase di sonno, tanto che se pure non avessimo questa intenzione questo accadrà comunque.
Non è comunque assolutamente utile pensare di praticare solo durante il sonno, sarebbe un’illusione, una buona pratica durante il sonno è solo il risultato di una buona pratica durante il giorno.
Durante il giorno infatti i nostri sensi sono svegli e manifesti, e da loro abbiamo una collaborazione, mentre dormiamo invece, essi sono temporaneamente inattivi ed è quindi più difficile mantenere la nostra pratica.

Le correnti grossolane
Durante la giornata le correnti grossolane che attraversano i nostri sensi sono attive e la manifestazione di queste inizia in un punto sito al centro della nostra fronte.
Queste correnti, chiamate “venti”, percorrono il nostro corpo e, quando ci addormentiamo si ritirano nel chacra sito sulla fronte quindi queste correnti si dissolvono e si concentrano in questo punto d’origine per poi scendere attraverso la gola fino al nostro cuore. Solo allora dormiamo profondamente.
Quando il flusso sta passando nella gola il sonno è più leggero ed è il momento in cui sognamo, mentre quando arrivano al punto sulla fronte significa che ci stiamo svegliando, quindi si riattivano le correnti che sono in relazione con i nostri sensi .

Addormentarsi e risvegliarsi correttamente
Di solito ci addormentiamo spontaneamente, ma questo non è un buon modo se davvero vogliamo portare una buona pratica nel nostro sonno.
Occorre invece addormentarsi in modo intenzionale per via della propria volontà e, per farlo, dobbiamo essere in grado di portare queste cinque correnti al centro del cuore, attraverso la gola (dove avremo sogni consapevoli che stiamo sognando, poi di nuovo intenzionalmente riportarle attraverso la gola, nel punto al centro della fronte per poi risvegliarci.
Quando siamo in grado di addormentarci e svegliarci in modo controllato, allora si è giunti ad un punto in cui si può mescolare la pratica tra veglia e sonno.
Ma come fare ? … Nel modo più semplice, sviluppando forte concentrazione e forte determinazione.

L’importanza dei sogni
Svegliandoci, potremo ricordare i segni o dormendo essere consapevoli che stiamo sognando. Queste esperienze sono il prodotto di forte Volontà, Concentrazione e Consapevolezza.
Un punto importante è che queste pratiche siano intraprese con Intenzione Dharmica, se si perde Intenzione Dharmica, tutti gli esercizi diventano fantasie inutili, e per questo abbiamo dovuto fare una lunga premessa a proposito dell’essenza del Dharma. Solo grazie a questa intenzione, si potrà portare anche nei nostri sogni questa essenza.
Forte concentrazione, forte determinazione, Consapevolezza, sono utili in fase iniziale per ricordare da svegli le esperienze di Dharma fatte durante i sogni o, in sogno, ricordare l’esperienza di Dharma fatte durante il giorno.
Questo è lo Yoga del Sogno.

La morte
Se come abbiamo già accennato per avere una buona Rinascita in stato di Esperienza Gioiosa è necessario sperimentarla anche nello Stato di Morte e poi nello Stato Intermedio, così durante la morte sarà necessario far sorgere quella Esperienza Gioiosa propria del Dharma con le modalità che si saranno via via acquisite in vita con l’esercizio della pratica dello Yoga del Sogno.
Cosa ci serve di più? … Questo è il Dharma, l’Essenza di tutti i fenomeni. Dire che il Dharma viene dall’india o dal Tibet, significa non aver capito nulla a proposito del Dharma.
Questa genuina esperienza di gioia non è grossolana allegria, ma fa tesoro di quella bontà e positività che possiamo trovare in noi stessi e negli altri durante lo stato di veglia, esperienza che poi trasporteremo nel sonno ed eventualmente durante la morte per permetterci una rinascita positiva.
E’ significativa l’esperienza di Ghandi che nel momento del suo assassinio, restò calmo, rilassato, non perse mai la sua concentrazione e la sua determinazione, non manifestando il minimo cenno di cattivi pensieri.
Questo è lo Yoga della morte.

Pensare di ottenere pari realizzazioni, rivolgendosi a divinità mortifere tibetane vestite alla tibetana col relativo apparato scenografico di suoni e colori è pura fantasia.
Ma allora bisogna diventare tutti Lama tibetani?… No questo non è possibile solitamente, ma lo scopo comune non è questo, l’importante è che l’unica cosa su cui concentrasi sia l’esperienza del Dharma.

Ma le pratiche tantriche non sono necessarie quando ci si limiti a praticare la Compassione, la Rinuncia , la Saggezza.
E’ importante paragonare la nostra pratica sul nostro livello, ma non con la pratica di Marpa o di Nagarjuna, oggi dobbiamo confrontarci con la società del nostro tempo.
Bisogna diventare Lama da soli come h fatto Ghandi che è il modo migliore …. e più economico. E’ importante diventare Lama da soli per potersi offrire.
Il Dalai Lama disse:  Se volete fare un’offerta, fatela a voi stessi. Se volete portare rispetto, portatelo a voi stessi.

Infine, l’importante non sono le correnti o i venti, ma la pratica essenziale, è il mantenere la consapevolezza durante la Veglia, il Sonno, la Morte … e la Rinascita.